Oi ne'!

capitale periferia


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3. Scomponendo periferia

Pubblichiamo i tre testi prodotti per la giornata del 20 dicembre 2014, Direzione periferia. Qui gli scritti completi che richiamano le anticipazioni  pubblicate sull’inserto culturale Ulisse delle Cronache del Salernitano di domenica 11 gennaio.

Il nome della lettura che ha accompagnato questo pezzo era “Dieci personaggi in cerca di una pensilina“: questo perché chi scrive sulla periferia sa che la pensilina è il punto di partenza per arrivare al centro. Forse il concetto, simbolicamente, ci può aiutare ad arrivare al punto della questione su come “abitare le città” e sul nostro vivere comune. Buona lettura!

scomponendo periferia linguistica

Non credo nel –

Nel credo non –

Credo non nel –                              la periferia è l’angolo più vasto della mia via.

Per- i-fe- ri-andiamo in quel posto che abbiamo svuotato, cumulo cumulo scumulo accumulo. Per tutti i punti che verranno; non svuoterò quest’orizzonte.

Per

i pericoli, i perpendicolari, i persecutori, per gli animi fuori sede, per i sbattuti al centro. Per il passo di pericle, per il compasso la prima volta comprato, per il corsaro nero, per la rosa di turi.  Per percorrere le strade obbligate, imparare i linguaggi stradali. Per disfare tutto, e subordinare le colpe alla periferia.

I

Invece di restare impalato, il cervello impantanato, toglimi le scarpe, tienimi le calze, avvolgimi al centro, nel frastuono del tutto c’è. I vatussi, i centristi, i migliori. I cimiteri appesi al centro, la voglia di morire se affollato mi sento, sono affollato, sono al centro, muoio d’entro, mi imbarazzo al centro, non farmi sentire al centro, qui non c’entro, toglietevi non state tutti addosso alle sue i, non servono altri puntini sulle i. chiamate un dottore! Il punto sull’esclamazione, non c’è, ce lo avete fatto togliere, ce lo avete fatto morire voi, senza espressione, senza esclamazione. Quello muore se sta al centro, affollato, imbrattato, anidridecarbonizzato, diagnosticato e infine curato al per-I-metro. Per metro, in metro. L’uomo è anche questione di geometria.

Feria

 Per renderti la vita un inféria. Feria è una definizione fastidiosa che noi tutti usiamo, sì usiamo, per rifarci a quell’unico periodo dell’anno in cui ci fingiamo stanchi necessariamente da rifocillare, e invece niente, l’unica scusa che abbiamo per non ammazzare è andare in ferìa. E lì, viviamo in un boccone di sole, tutte le sofferenze invernali, emergere, si tratta di questo, niente affatto di eritema, quella non è che la traccia visibile, della vita al centro. A che paradossi ci riduciamo. Viviamo il congiungimento non con la natura naturale, ma con l’altra, la linguistica.

Andando a ritroso: feria-i-per / air ef i rep. Periferia.

L’angolo più vasto della mia via.

Roberta Bisogno

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