Oi ne'!

capitale periferia

1. Scusate il ritardo

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Di seguito i 10 testi inediti prodotti in occasione della serata “Se faccio un figlio lo chiamo Precario… scusate il ritardo!” del 28 dicembre 2018 al circolo Arci Marea.

Clicca sulla foto e guarda l’album di foto completo

Scusate il ritardo
di Marco Mastrandrea

Scusate il ritardo, non ha suonato la sveglia

Scusate il ritardo, abbiamo sbagliato strada

Scusate il ritardo ma non si trovava parcheggio

Scusate il ritardo, ma avevamo sempre da fare

Volevamo vedere com’era lavorare la settimana fino al venerdì, 8 ore al giorno quando andava bene

Scusate il ritardo, ci mancava l’abilitazione, e adesso che ce l’abbiamo, non troviamo più la vocazione

Ma dove eravamo rimasti?

Scusate il ritardo, Gino lo dice sempre dopo uno sbadiglio che proprio non riesce a strozzare; lo dice ogni giorno perché solo a orari inconsueti può parlare su skype con l’amore lontano. Ha due schede telefoniche e infiniti voli low cost per le sei del mattino prenotati mesi fa. Quando viaggia ascolta sempre la stessa musica, un tormentone di non ci lasceremo mai e poi mai, ore e ore in aeroporto, in treno, quando si toglie le scarpe sul flixbus non si guarda neanche più intorno.

Scusate il ritardo lo dice sempre Ciro quanto traporta la mozzarella ai clienti dopo una laurea in ingegneria.

Scusate il ritardo ma ho perso il treno lo dice Matteo quando arriva a lezione e i suoi alunni sono già tutti seduti.

Scusate il ritardo ma oggi non volevo proprio venirci in ufficio perché non mi piace, ho sentito Simone mentre lo pensava.

Scusate il ritardo dice Lina agli amici che lavorano mentre lei sta ancora e ancora, sì ancora, davvero ancora? Studiando.

Scusate il ritardo Luigi lo dice sempre quando fa tardi, ma il capo non lo dice mai quando lo paga in ritardo.

Scusate il ritardo, ma il pullman non passava; scusate il ritardo c’erano le luci, c’erano le voci degli strusci, c’era l’alcol ma non c’era la musica; c’erano le miserie, c’erano le ex, gli ex, le vecchie compagnie e le cattive compagnie.C’era di tutto tranne lo spazio per passare, la formula magica era salutare per poi dire dire come stai tutto bene e tu? Tutto bene, e tu?

Scusate il ritardo, disse Marco alla redazione mentre guadagnava meno di una bambinaia e aveva le occhiaie, gli incubi, le minacce e la mamma.

Scusate il ritardo, se vivo ancora con i miei e scusati pure tu se vivi ancora con i tuoi; scusiamoci con tutti a partire da chi ci ha messo al mondo, da chi ci ha detto quello che avremmo dovuto fare e non l’abbiamo fatto. Scusati con la tua ragazza se non la porti a cena e lei si scusasse con te perché qualche volta è stanca e non si trucca.

Scusati con chi ti chiama mammone, bamboccione, nullafacente, jettato, sfaticato.

Scusate il ritardo ricordo quando lo disse Luca la vigilia di natale davanti agli spaghetti con le vongole, il capitone e le cozze bagnate. Lo disse allo zio che gli diceva trovati una uagliona, lo disse al padre che gli diceva la laurea in Lettere non funziona, lo disse al cugino piccolo e scassacazzo che gli chiedeva quanto guadagni, lo disse alla vicina di casa che gli diceva mio figlio ha già fatto tutto: lavora, è sposato ed è già padre.

Scusate il ritardo, e pure la rabbia, ci stiamo lavorando: ma davvero non è facile e poi non abbiamo dormito molto e quindi abbiamo sognato poco. Ma adesso basta così.

Scusate il ritardo, ricordo quando lo disse Elena ai genitori, quando lo disse agli ormai ex datori di lavoro, e pure ad Antonio che non aveva niente da dare se non un sorriso nascosto dalla paura. Scusate il ritardo Elena lo disse a tutti, scusate il ritardo ma adesso è il mio. Scusate il ritardo disse, poi fece una promessa a tutti: se faccio un figlio lo chiamo Precario.

Autore: Oi ne' Salerno

Oi ne’ è un grido. Ti sveglia, ti sollecita. Ti fa tornare coi piedi in terra e guardare al reale." "Oi ne’ – esperimenti provinciali” nasce dal ciclo di incontri “Cronache dal Sud”, esperienza campana iniziata nel novembre del 2013 e dedicata ad una serie di iniziative politiche, letterarie e musicali sulla questione meridionale. Lo scorso dicembre si è svolta la prima rassegna salernitana di due appuntamenti dal titolo “Salerno: esperimenti meridionali nella città del silenzio” nei quali gli “Scrittori a km 0” ed il gruppo musicale “Sparvieri” hanno condotto una maratona letteraria e musicale dai vicoli storici alla periferia della città. Il ciclo di incontri “Oi ne’ – Esperimenti provinciali” risponde a quel grido che sveglia e stimola la sperimentazione, il dialogo ed il racconto. È il richiamo che mette in circolo le intelligenze e le sensibilità a km zero.

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