Oi ne'!

capitale periferia


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Il centro del mirino

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Il centro del mirino si è spostato, in basso, ai margini della circonferenza. I tiratori sono gli stessi di sempre, prendono la mira contro il confine. Il centro del mirino è ai margini, dove sorgono muri, dove s’affolla chi desidera mettere piede nel mondo del benessere.

La periferia è la nuova capitale, la vittima e la protagonista composta da un’ampia folla succube di una narrazione elaborata, essa descrive una società in cui si addensano le contraddizioni sotto forma di grumi dove c’è un imbuto che ha provato a contenerle. Ora tutto ciò non è più possibile poiché una “breccia nel Muro” impone una riflessione necessaria e ampia. Gli effetti delle contraddizioni sono i conflitti che vengono a galla, ogni singolo giorno.

In questo quaderno abbiamo aperto le sensibilità dei ragazzi della periferia, di studenti, di precari, di scrittori, blogger, giornalisti. Abbiamo provato a mettere in circolo la necessità di una narrazione altra rispetto a chi, in fondo alla fila, non vede il tornello d’ingresso, di chi è che sempre l’oggetto e mai l’autore del racconto.

Abbiamo letto i muri fatti di odio e di amore, di rifiuto e di rabbia. Abbiamo fotografato, annotato, letto e recitato per ritrovarci dilettanti con esperienze. Il centro del mirino si è spostato, i colpi sono per gli ultimi arrivati o chi è ultimo da quando ha iniziato a camminare (o zoppica) prima ancora di affacciarsi nel mondo del lavoro.

Sono due le possibilità: o ti scansi dal bersaglio come un acrobata oppure aspetti la freccia e preghi fuori le abbazie.

Nel frattempo come una pietra scalciata, rotoli nella precarietà esistenziale, nella sfiducia, nella silenziosa depressione. Magari, se con la ragazza si aggiustano le cose, farete un figlio e lo chiamerete Precario. Per adesso continui a camminare, a guardare intorno ai palazzi del quartiere, a cercare una lapide con cui parlare, a ritrovare le radici del tuo sé, a fidarti sempre meno del mondo in cui vivi.

La diffidenza e la cura del sé diventano imperativi, e aspetti l’occasione buona (anzi, qualsiasi occasione) e non te la lasci sfuggire anche al costo di scavalcare chiunque ti stia accanto, in qualsiasi modo.

Prima di arrivare a tutto ciò, gentile lettore, prova a sentire la sensibilità collettiva che fuoriesce da queste pagine, dai racconti di chi non ha intenzione di arrendersi alla narrazione quotidiana rivolta a una generazione e ai luoghi ai margini dal centro del benessere.

Capitale Periferia è il desiderio, la spinta e la necessità di rimettere al centro chi è puntualmente ai margini dei discorsi, chi non ha modo di esprimere la sua condizione ma è costretto ad ascoltare l’imperativo dello stereotipo senza speranza di riscatto.

Il cerchio può diventare un tavolo, una piazza inclusiva e dal basso per una nuova narrazione e, quindi, una nuova idea di lavoro e di società, di città e di relazioni. In questo quaderno il mirino diventa freccia, a venire colpito è quel racconto diffuso di sfiducia e fallimento senza possibilità di riprendere a sorridere.

il collettivo oi ne’

“Ci vogliono fermi per prendere la mira, noi diventeremo una giostra che gira”

Mercanti di Liquore, El pueblo entiende la poesia

 

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Se faccio un figlio lo chiamo Precario

Se clicchi trovi l'album di foto completo

Se clicchi trovi l’album di foto completo della serata

Domenica 27 dicembre a partire dalle 18:30 presso il Circolo Arci Mumble Rumble in Via Vincenzo Loria 35 a Pastena (Salerno) si terrà l’incontro Se faccio un figlio lo chiamo Precario nell’ambito della rassegna Oi ne’ – esperimenti provinciali.

Lontano dalle luci del centro proveremo a esprimere nelle forme più significative come l’arte, la musica e la scrittura, il disagio e le possibilità del nostro territorio. Seguendo la “direzione Periferia” presenteremo il libro Capitale periferia: 12 autori, 14 testi, 4 fotografie il primo prodotto editoriale di Oi ne’.
Lo faremo in compagnia di Davide Speranza, giornalista de La Città e Francesco Savastano, Festival Precario. Per l’occasione, inaugureremo con Giuseppe Criscito la biblioteca condivisa “Bla Bla” del circolo Mumble Rumble.
Ragazzi della periferia, studenti, precari, scrittori, blogger, giornalisti. Come nella tradizione antica, Capitale periferia è una miscellanea di racconti nati dalla narrazione orale prima ancora di essere pensati come libro.

Successivamente ci sarà Pre-cario diario: reading letterario dove 8 autori affrontano la settimana del precario, composta da 8 giorni (dal lunedì al lunedì). L’accompagnamento al piano sarà a cura del musicista Ivan Donatiello.
8 testi che cercheranno di raccontare la precarietà di chi non riesce ad immaginarsi un futuro al di là del proprio contratto a termine. Una condizione che si ripercuote sugli affetti, sulla costruzione della propria identità: sempre più insicura e incline a gesti spettacolari e estremi.

Infine la serata si concluderà con una selezione di “musica a tempo indeterminato”.
Durante tutto l’evento un’intera sala sarà destinata ad Arte intermittente: estemporanee di pittura e di disegno, installazioni audiovisive ispirate ai temi della giornata.
 

Recapiti: Oi ne’ – esperimenti provinciali – Email. oinesalerno@gmail.com – Ref. Emanuele cell. 3202856185 – Marco cell. 3896797738 – Giuseppe cell. 3298779477

Pagina Facebook: Oi ne’ – esperimenti provinciali
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