Oi ne'!

capitale periferia

1. Prima di partire per un viaggio

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Pubblichiamo i tre testi prodotti per la giornata del 20 dicembre 2014, Direzione periferia. Qui gli scritti completi che richiamano le anticipazioni  pubblicate sull’inserto culturale Ulisse delle Cronache del Salernitano di domenica 11 gennaio.

Il nome della lettura che ha accompagnato questo pezzo era “Dieci personaggi in cerca di una pensilina“: questo perché chi scrive sulla periferia sa che la pensilina è il punto di partenza per arrivare al centro. Forse il concetto, simbolicamente, ci può aiutare ad arrivare al punto della questione su come “abitare le città” e sul nostro vivere comune. Buona lettura!

L'eurodeputato della Lega Nord Mario Borghezio (s) con Simone Di Stefano (d) durante la protesta dei residenti organizzato dal Comitato per la difesa del X Municipio e da Casapound, contro il centro di accoglienza all'Infernetto, Roma, 22 novembre 2014. ANSA/ANGELO CARCONI

L’eurodeputato della Lega Nord Mario Borghezio (s) con Simone Di Stefano (d) durante la protesta dei residenti organizzato dal Comitato per la difesa del X Municipio e da Casapound, contro il centro di accoglienza all’Infernetto, Roma, 22 novembre 2014. ANSA/ANGELO CARCONI

Prima di partire per un viaggio, mi hanno insegnato a controllare l’itinerario, avere una cartina geografica, un taccuino, una bottiglietta d’acqua, e se non costasse troppo o hai modo di chiederla in prestito, una macchina fotografica. Io non sono partita per un viaggio oggi, né per arte né per piacere. Sono scesa negli inferi di una periferia poco illuminata da cui non vedevo Caronte pronto a trainare i viandanti, ma udivo cori di voci stonate farsi forti su fiere bandiere, che sventolavano patriottismi e discriminazioni.

Non è il quartiere residenziale di Ostia Antica quello che ti attende all’arrivo. Certo, qui all’Infernetto non parlano di buche millenarie come a Tor Sapienza, ma pare non si possa passeggiare senza rischiare cadute e contusioni. Il manto d’asfalto non è dei migliori. L’illuminazione pubblica è scarsa, complice di sesso a pagamento offerto a discapito dei bambini, dei nativi, a cui viene impedito il momento ludico, le giostre sono state sradicate dal parco che, ora incolto, non è che una pineta in cui darsi il piacere contravvenendo alle norme sociali, di buon costume, e legali.

La delinquenza non manca, non di casa, ma straniera. Si sa, la minore età nella periferia bene non è la stessa contemplata dalla legge. Qui, mi dicono, che qualcuno pare abbia fumato la prima sigaretta intorno ai venti e bevuto la prima birra a ventidue. Ragazzini, minori per i giuristi italiani, che usano armi contundenti a diciassette o sedici anni, non sono mica poi così ingenui. Sono diversi sì, ma nessuno li vuole. Loro fumano e bevono già a quattordici anni, disturbano le pischelle, assumono atteggiamenti di supponenza evidente nel lavorare a basso costo e senza pausa pranzo. Possiamo dargli soccorso quando sono in mare, lì sì che rischiano di farsi male o peggio ancora naufragare, ma poi, una volta messi in salvo, tocca riportarli a casa, sì sì, a casa loro.

A ventun anni, quando sei il leader del movimento e non indossi colori, credi che aver studiato inglese in Irlanda per una summer school faccia di te un immigrato che ha subito insulti e supponenti misure di sicurezza. La politica monetaria europea non ti piace e mare nostrum è un invito all’immigrazione clandestina, quindi sei autorizzato a essere contro l’invasione africana. Proprio non ti va giù questa ospitalità gratuita e allora lo canti, insieme agli amici tuoi, quelli con i jeans stretti e la felpa, insieme alla signora di Verona che ha un cane di taglia media, 54 kg che non corrono neppure quando vedono una cagnetta in calore, perché se non ha il pedigree il cane non fa un passo. La stretta di persone dietro lo striscione lo dice bene, chiaro, fai parte della minoranza che non si arrende allo scempio della diversità. Serve una lega, di quelle romane che la riportino all’età dello splendore: alla pulizia che qui non si vede neppure per Natale, alla legalità che neanche quando chiami i carabinieri ti viene garantita; che dica “l’immigrazione non è una risorsa” e promuova una corsia preferenziale per l’accesso ai diritti. Quelli non sono per tutti, vengono prima gli italiani, vengono prima gli autoctoni, quelli che abitano all’Infernetto almeno dai ‘70. E il sommo poeta, grande perché grasso, arriva con al seguito giornalisti e reporter trascinati dal suo avanzare veloce, a benedire l’aggregante protesta, i girotondi neri, la speranza per il patriottismo nazionale. Occorre che qualcuno ci creda ancora in questa illusione del predominio, nella contribuzione coatta dello stato asservito alle associazioni rosse, nei manichini che testimoniano forza di braccia e coraggio.

Prima di partire per un viaggio mi è stato detto di controllare il percorso previsto per il ritorno. Io non l’ho fatto. Ho preferito affidarmi al caso di un sit-in immobile nei piedi. Un tuffo in un passato che credi non si possa riproporre, né spolverato né laccato. Invece è lì, a palesarti quanto sia precario il limbo di solidarietà in cui sguazzi. La strada in macchina è rapida e poco rumorosa, mentre l’Infernetto è caldo come il tifo per la squadra, in un derby senza avversario perché deportato. Gli spalti si svuotano, i microfoni si spengono, il tram ti riporta nel tuo quartiere. Saluti il ragazzo che ai semafori prende servizio, costeggi le mura, affascinanti e ridenti, saluti Symon e Amif e sorridi. Sei a casa. L’illuminazione è scarsa ma dalla finestra puoi udire le voci, tutte quelle voci diverse.

Maria Angela Citarella

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Autore: Oi ne' Salerno

Oi ne’ è un grido. Ti sveglia, ti sollecita. Ti fa tornare coi piedi in terra e guardare al reale." "Oi ne’ – esperimenti provinciali” nasce dal ciclo di incontri “Cronache dal Sud”, esperienza campana iniziata nel novembre del 2013 e dedicata ad una serie di iniziative politiche, letterarie e musicali sulla questione meridionale. Lo scorso dicembre si è svolta la prima rassegna salernitana di due appuntamenti dal titolo “Salerno: esperimenti meridionali nella città del silenzio” nei quali gli “Scrittori a km 0” ed il gruppo musicale “Sparvieri” hanno condotto una maratona letteraria e musicale dai vicoli storici alla periferia della città. Il ciclo di incontri “Oi ne’ – Esperimenti provinciali” risponde a quel grido che sveglia e stimola la sperimentazione, il dialogo ed il racconto. È il richiamo che mette in circolo le intelligenze e le sensibilità a km zero.

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